È la prima domanda che ricevo, quasi sempre prima ancora di sapere cosa deve fare il sito. Ed è una domanda legittima: nessuno compra qualcosa senza sapere quanto costa. Il problema è che un sito web non è un prodotto a scaffale, è un progetto su misura: chiedere quanto costa un sito è come chiedere quanto costa una casa.
Posso però spiegarti con precisione da cosa dipende il preventivo. Se capisci le voci che lo compongono, saprai leggere qualsiasi offerta ricevi — anche quelle degli altri.
Un sito vetrina di cinque pagine e un sito con cinquanta schede prodotto non richiedono lo stesso lavoro. Ma non conta solo il numero: conta quante pagine hanno una struttura diversa dalle altre. Dieci pagine costruite sullo stesso modello costano molto meno di tre pagine progettate da zero, ciascuna con una logica propria.
Partire da un tema già pronto abbatte i costi ed è una scelta legittima in certe situazioni. Ma un tema è pensato per adattarsi a chiunque, e quindi non rappresenta nessuno in particolare. Se il tuo posizionamento è un elemento competitivo, il design su misura non è un lusso estetico: è ciò che ti rende riconoscibile.
Un e-commerce con pagamenti, gestione magazzino e spedizioni è un altro ordine di grandezza rispetto a un sito informativo. Lo stesso vale per aree riservate, prenotazioni, sistemi multilingua e integrazioni con gestionali o CRM. Ogni funzione aggiunge sviluppo, ma soprattutto aggiunge test: è la parte che di solito viene sottovalutata.
È la voce che quasi nessuno considera e che più spesso fa slittare i progetti. Testi, fotografie, video e materiali grafici possono già esistere, oppure vanno prodotti. Se li produco io — copywriting, servizi fotografici, riprese, montaggio — entrano nel preventivo. Se li fornisci tu, il costo scende ma i tempi dipendono da te.
Un sito non è un oggetto finito: va aggiornato, protetto, misurato e migliorato. Assistenza, manutenzione, backup e produzione di contenuti nel tempo sono voci ricorrenti. Ignorarle nel preventivo iniziale significa solo scoprirle più tardi.
Quando qualcuno risponde con una cifra secca prima di aver fatto domande, sta facendo una di queste due cose: sta applicando un modello uguale per tutti, oppure sta tirando a indovinare e recupererà dopo con le varianti. In entrambi i casi non stai comprando un progetto, stai comprando un pacchetto.
Un preventivo serio arriva dopo le domande, non prima.
Le domande che dovrebbero farti sono sempre le stesse: qual è l’obiettivo di business, chi è il pubblico, cosa fanno i concorrenti, quali contenuti esistono già, quali strumenti usi e con cosa deve integrarsi. È la fase di analisi, e senza di essa qualsiasi numero è arbitrario.
Quando ne ricevi uno, le domande utili sono poche e sempre le stesse.
Cosa è incluso e cosa no. In particolare i contenuti: testi, fotografie e video sono a carico tuo o del fornitore? È la voce che fa slittare più progetti, perché viene data per scontata da entrambe le parti.
Cosa succede dopo la pubblicazione. Assistenza, aggiornamenti e backup sono compresi, per quanto tempo, e cosa costano quando il periodo incluso finisce.
Come vengono gestite le modifiche. Quelle in aggiunta rispetto a quanto concordato dovrebbero essere sempre quantificate prima di essere eseguite, mai conteggiate alla fine.
Di chi sono dominio, hosting e contenuti. Devono essere intestati a te. Ne ho scritto in dettaglio in come scegliere chi realizza il tuo sito.
La domanda giusta è: quanto mi deve rendere. Un sito da poche centinaia di euro che non porta un contatto è costoso. Un progetto più impegnativo che genera richieste qualificate ogni mese si ripaga da solo, e continua a farlo.
Per questo la valutazione seria non parte mai dal prezzo, ma dagli obiettivi: cosa deve fare il sito, per chi, e come si capirà se sta funzionando. È la fase di analisi, e senza di essa qualsiasi cifra è arbitraria.
Se il modo in cui affronto questi temi ti sembra in linea con quello che cerchi, scrivimi pure.
Lasciami due righe sul tuo obiettivo: ti rispondo personalmente, entro un giorno lavorativo.
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